Fabregas prima di Como-Roma: «Giocheremo come sappiamo per fare una grande partita»
Conferenza stampa Kean fuori dieci giorni. Previsto il turnover nelle prossime partite in vista dei tanti impegni da qui alla prossima pausa per le Nazionali: «Tutti avranno la loro opportunità»
Lettura 4 min.Alla vigilia del super match contro la Roma, valido per la sesta giornata di Serie A, l’allenatore del Como Cesc Fabregas ha presenziato in conferenza stampa per parlare del confronto con i giallorossi: «Una partita rilevante contro una grandissima squadra e un grande allenatore. Grande rispetto per quello che fanno, proveremo a fare una grande partita, come sappiamo giocare». Moise Kean non ci sarà, tuttavia, per un problema alla tibia: «Avrà una settimana o 10 giorni di stop, ha preso un colpo importante contro il Belgio. Poi la comunicazione tra Federazione e club si potrebbe fare meglio. Ha giocato 90 minuti, con un infortunio. Quando tornerà, tornerà».
I nazionali rientrati
Nel corso della conferenza si è parlato anche dei 15 giocatori impegnati con le rispettive Nazionali. E sulla possibilità che Moise Kean giochi in coppia con Tasos Douvikas in attacco, magari sull’esterno: «Mi piace vedere cose che i ragazzi non fanno qui, ma poi tornano e devono rimettersi in testa altri principi. Ho visto grandissime partite di calcio. Per quanto riguarda Kean esterno, sì, l‘ho trovato molto interessante. Quando il commissario tecnico è arrivato in Nazionale, avevo parlato con lui e mi aveva già fatto capire che considerava questa possibilità. Però in questo momento io non la vedo per il Como. Abbiamo altri tipi di giocatori che possono ricoprire quel ruolo e che, secondo me, possono interpretarlo meglio per la nostra maniera di giocare. Resta comunque una soluzione in più, che mi è piaciuta osservare dall’esterno».
Dopo il ko di Frosinone
Sugli effetti, invece, che il ko contro il Frosinone prima della sosta Nazionali ha portato: «Ovviamente è stata una partita che ha fatto riflettere, andando oltre l’analisi. Tutte le gare si devono provare a vincere, non c’è mai un tempo perfetto, l’avevamo detto prima. Alcune volte ti tocca. Non abbiamo fatto una grande partita, ma abbiamo avuto dei confronti dopo. Cose positive dopo Frosinone? C’è tanto da fare, da imparare e lavorare, ma lo dicevo anche dopo la Juventus e contro le grandi».
Turnover
Il calendario fino alla prossima pausa Nazionali di novembre sarà complesso e intenso. In questo senso Fabregas ha confidato che opererà un turnover oculato di gara in gara: «Sì, ci sarà nelle prossime partite. Penso che noi facciamo già dei cambiamenti, in base a come sta la squadra. Quando si giocano tante partite devo essere anche io bravo a capire la reazione della squadra, il ritorno dall’Olanda dalle 2-3 del mattino. Non l’abbiamo mai fatto e non posso spiegarlo su come si farà. Quando realmente succede magari adotto un altro piano. Una grandissima esperienza arrivata grazie a quanto fatto l’anno scorso. Dobbiamo abituarci il più velocemente possibile, con più giocatori possibili. Abbiamo il doppio ruolo in praticamente tutte le posizioni. Tutti avranno la loro opportunità».
Poi un momento forte, quando gli viene domandato se non fosse meglio trattenere un terzo attaccante in rosa, come ad esempio Ivan Azon, oggi in prestito al Getafe: «Ha giocato zero minuti ufficialmente», ha esordito Fabregas. «Ha fatto bene in precampionato? Chiama Charlie (il ds Ludi) e fai la squadra l’anno prossimo», ha risposto con ironia il tecnico spagnolo. Dopodiché ha parlato della Roma e delle similitudini con il suo Como: «Penso che la Roma sia una squadra molto propositiva, molto offensiva, che si permette tantissimi giocatori offensivi in avanti. Ha tanta gente giovane, Gasperini ha fatto crescere la carriera di tantissimi giocatori. Vogliamo entrambi essere offensivi, con movimenti. Mi piace vedere le loro partite. Il mister allena da 30 anni, se si guarda la sua maniera di giocare è da ammirare. Un rispetto enorme. Ha la sua maniera di giocare, cambia poco e crede davvero in quello che fa». Sugli impegni ravvicinati in pochi giorni, tra campionato e Champions League, il tecnico catalano poi ha aggiunto: «L’abbiamo gestito in un momento l’anno scorso. Ovviamente per la Champions, con il viaggio e tutto... non so. Anche io mi chiedo se sia una preoccupazione o una curiosità. Voglio vedere come va, anche per la mia esperienza da allenatore. Il tempo mi saprà dire».
«Malen devastante in area»
Momento curiosità quando gli viene domandato se Thierry Henry abbia confidato qualche segreto sul gioco di Donyell Malen, pericolo numero uno della Roma domani, allenato nell’Arsenal Under 19: «Davvero? Non lo sapevo. Comunque dentro l’area è devastante. Ti cambia una stagione, una squadra. Ci sono giocatori speciali, ti fanno creare un ambiente e ti fanno sentire forte. Noi abbiamo qua un collaboratore che arriva dall’Aston Villa, l’ha avuto per anni. Ti aiuta per alcune informazioni, ma ho tantissime parole positive su Malen. Si vede chiaramente cosa fosse la Roma in sei mesi senza Malen, ora è una squadra fortissima con lui».
Vivaio
Nel passaggio seguente invece è emerso tutto l’orgoglio di Fabregas per il movimento dei giovani italiani del vivaio del Como, convocati con le rispettive Nazionali di categoria: «La Primavera ha fatto un 2-2 contro l’Inter oggi, erano in 10 e con grandissima mentalità volevano provare ad andare a vincere. Stiamo crescendo, come con la prima squadra. Siamo all’inizio con tutto, ma è un orgoglio grande per il club e per chi lavora nell’Academy. Un nuovo stile di gioco, molto propositivo per far crescere i giocatori nel vivaio. Mio figlio gioca, io sono molto contento e parlando con gli allenatori mi piace ciò che sento. Come fanno lavorare i ragazzi. La strada in questo momento è quella giusta».
Svilar fuori
In seguito l’allenatore del Como si è soffermato sull’assenza di Mile Svilar per una frattura al dito: «Per me nelle ultime due stagioni è stato il più forte della Serie A. Poi non posso giudicare chi sarà al suo posto, ma sarà un giocatore della Roma, forte e che Gasperini conosce bene. Farà la scelta per vincere la partita. Per noi non cambia niente, vogliamo calciare tante volte in porta. Facciamo la nostra partita e in questo senso non cambierà niente. Svilar ha dato tantissimi punti alla Roma, l’ho visto con i miei occhi. È un portiere di livello top».
Como e Roma, in un certo senso, mettono al centro di tutto la figura dell’allenatore, quasi come avesse il ruolo di manager che si vede nel calcio inglese. Su questo Fabregas ha risposto: «Io ho il mio pensiero: non posso parlare per gli altri. Difficile, perché non so come le altre società lo gestiscano. Per me l’allenatore deve avere tanta parola per quello che serva fare. Lui mette i giocatori in campo, con fiducia. È un tema di ego, anche con i direttori. Ma come si fa se dopo 2 partite cacci l’allenatore? Il direttore sportivo alle volte deve fare l’allenatore, se non è contento e lo caccia. Secondo me l’allenatore deve avere tantissima forza, non potere, per il modulo con il quale giocare, con che tipo di giocatore serva. Vedendo fuori quello che succede quando un tecnico perde e basta... adesso stavo guardando l’Arsenal, Arteta ha rinnovato con il club. Ora si vede il risultato, all’inizio non andava bene ma ha lasciato la gente parlare e criticare. Dobbiamo essere bravi con un’idea chiara. Normalmente, non sempre, il risultato dopo due, tre, quattro o sei mesi, non so, arriva per tutti».
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