Tango al Sinigaglia. Como-Roma è (anche) Paz contro Dybala
La partita. Confronto Fabregas-Gasperini, ma non solo. Protagonisti anche i super talenti dell’Argentina. Senza dimenticare il centrocampo tutto francese: Da Cunha sfida con Koné. E le due difese sono al top in Europa
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Nelle partite, ancor prima di essere giocate, esistono storie nelle storie. Vecchie amicizie, tradizioni tramandate, bandiere condivise. E analizzando Como-Roma, prima di pensare solo a seguirla e godercela, possiamo divertirci a trovare storie, appunto, che questo match ci racconterà. Una di queste riguarda i duelli che ci saranno al Sinigaglia. Si è già detto dell’affascinante scontro tra Fabregas e Gasperini, ora spostiamoci in campo tra i giocatori. Due i confronti su cui soffermarsi. Uno porta la bandiera albiceleste, l’altro quella dei Bleus.
Il gioco delle coppie
Partiamo dal primo. È d’obbligo, dopo giorni in cui nella sosta nazionali l’Argentina è stata al centro del mondo (calcistico). Nella sfida delle 12.30 di domenica, gran parte dell’attenzione sarà rivolta a loro: Nico Paz e Paulo Dybala. Qualità, bellezza, esaltazione della tecnica, dell’intelligenza e dell’estetica. Si affrontano, da una parte, chi è appena tornato dalla Nazionale, nella quale ha iniziato a raccogliere l’eredità di Leo Messi, e, dall’altra, chi ormai alla maglia argentina non pensa più e con la quale, forse, non è mai riuscito a esprimersi in tutto il suo potenziale.
Si affrontano, per certi versi, anche un allievo e un maestro. Perché per il numero 10 di Cesc la Joya non è stato e non è solo un connazionale a cui guardare, ma un riferimento da cui imparare e da studiare. Lo testimoniano alcune sue recenti dichiarazioni a Dazn: «Un giocatore che ho visto molto e che mi è sempre piaciuto è Dybala. È argentino, mi è sempre piaciuto, ho visto tanti suoi video. E anche adesso lo osservo tanto». Parole che valorizzano l’incredibile viaggio di Nico in questi ultimi anni. Era solo un bambino quando cercava di rubare giocate e movenze a Paulo. Aveva solo 10 anni quando l’attuale numero 21 della Roma passava dal Palermo alla Juventus, iniziando ad affermarsi come talento assoluto. Domani lo affronterà, da stella della propria squadra e futuro riferimento della nazionale albiceleste. Quella nazionale in cui per la prima volta venne convocato nell’ottobre del 2024. Una curiosità, in quella lista c’era anche Dybala. Due anni dopo si affrontano in Como-Roma. E buona parte delle sorti della partita dipenderà dai loro piedi. O meglio, dal loro mancino.
E poi i due francesi, Lucas Da Cunha e Manu Koné. Chissà, forse sarà strano per loro incontrarsi da avversari, dopo aver trascorso quasi tre settimane da compagni nella Francia di Zidane. Una prima volta emozionante per il capitano del Como, al suo debutto con la nazionale maggiore transalpina. Non una prima volta, invece, per i due centrocampisti, che già in passato avevano condiviso spogliatoio e campo. Bisogna tornare indietro di sette anni. 9 ottobre 2019, Francia-Inghilterra. Tra i britannici c’erano Anthony Gordon e Curtis Jones. Tra i francesi, invece, proprio Da Cunha e Koné. «Fa piacere vederlo a questo livello, merita di essere qui. Ci conosciamo da molto tempo», il ricordo del giallorosso. Quei due ragazzi sono diventati grandi e al Sinigaglia sarà anche la loro partita.
Numeri che contano
Abbiamo visto un duello in attacco, uno a centrocampo. Cosa manca? La difesa. Anzi, le difese. Perché ora non ne parleremo tanto nei termini di un confronto tra due giocatori, bensì apprezzando il valore dei reparti delle due formazioni. Roma e Como sono le squadre che, a partire dalla stagione 2025/26 di Serie A, hanno subito meno gol in campionato: rispettivamente 34 e 35. Nei top 5 campionati, solo l’Arsenal ha fatto meglio con 31 reti. Una testimonianza del fatto che il bel calcio e la mentalità offensiva non siano solo dribbling, fantasia e tanti gol. Ma, piuttosto, visioni logiche ed equilibrate di un sistema squadra che comprende e coinvolge tutti gli undici giocatori.
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