Le sue ultime parole al telefono: «Ti lascio, è un punto ripido»

La madre. «Me lo sentivo: sabato mattina, è venuto a salutarmi, mi ha detto che voleva andare a funghi in Val Cavargna. Ma per tutto il giorno, non sono riuscita a star tranquilla »

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Uggiate con Ronago

«Dov’è Cusino in Val Cavargna: per tutto sabato, l’ho cercato sulla cartina geografica»: con gli occhi arrossati di pianto, ora mamma Fernanda sa che suo figlio Carlo Martinelli, 62 anni, ha perso la vita lungo il sentiero delle Quattro Valli, vicino all’Alpe Logone.

«Me lo sentivo: sabato mattina, è venuto a salutarmi, mi ha detto che voleva andare a funghi in Val Cavargna. Ma per tutto il giorno, non sono riuscita a star tranquilla », dice, accanto al marito Duilio, già agente di Polizia Locale a Como, e ai familiari, mentre accarezza le mani ad Antonella, la moglie di Carlo.

«Sabato, mi ha detto che andava a Cusino a cercar funghi – racconta Antonella – Non ci sei mai stato, gli ho risposto e poi sei da solo. Ma Carlo mi ha fatto presente che nessuno aveva tempo di andare con lui ed è partito».

Per l’ultima volta, è uscito dalla casa in Val Mulini a Ronago dove aveva mantenuto la residenza, ma era domiciliato a Guanzate. Alle 13.30 di sabato l’ultimo contatto al telefono: «Ti lascio – le ultime parole di Carlo alla moglie – perchè sto camminando con due bastoncini, sono in un punto ripido e non posso tenere in mano il telefono».

Poi, più nulla: lei gli mandava messaggi che rimanevano senza risposta; ad un certo punto il telefono è risultato irraggiungibile e alle 18, è scattato l’allarme, lanciato ai carabinieri. S’è messa in moto la macchina delle ricerche che ha coinvolto i vigili del fuoco con i loro Corpi specializzati per soccorsi in ambienti difficili, il Soccorso Alpino e Speleologico, gli operatori Imsi e Catcher per l’individuazione del telefonino, carabinieri e 118.

«Sono stati impiegati anche i droni – aggiunge Antonella – L’intervento è proseguito fino alle tre di notte, finchè Carlo è stato trovato. Ha compiuto un volo di metri e metri».

Antonella ha assistito a tutta l’operazione finchè ogni speranza s’è chiusa. Ora Carlo sorride da una fotografia; Antonella la bacia, Fernanda mormora: «Proprio un bel fioeu» e scorrono i ricordi di un uomo dal cuore e dalla fibra d’acciaio, sussurrano i familiari. Si sarebbe voluto laureare in medicina, aveva già sostenuto alcuni esami, ma il destino l’ha indirizzato diversamente e dopo un’esperienza in campo sanitario, ha costituito una ditta come rappresentante nel settore dell’arredamento.

Un grande sportivo, triatleta ed ironman più volte, competizioni anche dure, con la corsa, il nuoto e la bicicletta. «Una volta, era arrivato ultimo: erano già cominciate le premiazioni e lui era indietro. Ho chiesto: ma dov’è mio figlio?» ed è ancora il grido di Fernanda, il grido di tutte le madri che guardano il Cielo da un velo di lacrime.

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