“Il Forca”, storia di una spia italiana
Mercoledì pomeriggio alle 17.30 (ingresso libero) lo Yacht Club Como ospiterà la presentazione del libro di Antonio Tabasso e Aristide Tabasso.
Lettura 2 min.Mercoledì 23 settembre alle 17.30 (ingresso libero) lo Yacht Club Como ospiterà la presentazione del libro “Il Forca. Storia di una spia italiana”, di Antonio Tabasso e Aristide Tabasso. A intervistare gli autori sarà il giornalista Vittorio Colombo, caporedattore del quotidiano La Provincia di Como.
Il volume ricostruisce la figura di Aristide Tabasso, soprannominato “Il Forca”, agente segreto attivo tra gli anni Trenta e il secondo dopoguerra, la cui vicenda attraversa alcuni dei momenti più delicati della storia italiana: dal controspionaggio nel periodo fascista alla Seconda guerra mondiale, fino ai primi anni della Repubblica.
Il libro è pubblicato da CSA Editrice, conta 272 pagine e costa 17,90 euro. La serata allo Yacht Club sarà l’occasione per conoscere più da vicino una storia poco nota, ma legata ai grandi eventi del Novecento.
La vicenda
Il libro nasce da una ricerca durata anni, condotta dai nipoti del protagonista, Aristide Junior e Antonio Tabasso. Il punto di partenza è quasi romanzesco: nel 2005 uno dei due scopre una voce inquietante legata al nonno. Secondo alcune testimonianze, alla vigilia dell’armistizio dell’8 settembre 1943 Tabasso avrebbe addirittura collaborato con Herbert Kappler, il potente capo delle SS naziste a Roma. Un sospetto pesante, capace di gettare un’ombra su tutta la memoria familiare. La questione rimane sospesa per anni, finché nel gennaio 2020, in piena pandemia, Aristide Junior decide di confidarsi con il fratello Antonio. Da quel momento parte una lunga indagine che li porterà negli archivi di mezzo mondo. Ne emerge una biografia complessa e sorprendente. Tabasso compare già nei primi anni Trenta nelle attività di controspionaggio contro le reti sovietiche operanti in Italia, tra città strategiche come Taranto, Torino e Milano. Nel 1942 la sua attività lo porta in Africa coloniale, in un contesto dove le operazioni di intelligence si intrecciano con il confronto tra le potenze in guerra.
Il rientro in Italia nel 1943 coincide con uno dei momenti più drammatici della storia nazionale: la caduta del regime fascista, l’armistizio e l’occupazione tedesca. Proprio in quei giorni Tabasso viene arrestato dai nazisti e trascorre undici mesi nelle carceri del Reich. La sua liberazione, nel luglio del 1944, avviene in circostanze ancora oggi poco chiare. Da lì comincia una nuova fase della sua vita: la clandestinità e poi il comando di un battaglione mobile della polizia partigiana a Verona dopo la Liberazione. Negli anni immediatamente successivi, fino alla sua scomparsa nel 1951, Tabasso risulta impegnato in incarichi speciali nei nuovi servizi di sicurezza della Repubblica.
In riva al lago
Il libro suggerisce come la sua vicenda personale si intrecci con alcuni dei grandi nodi irrisolti della storia italiana. Tra questi emerge anche il misterioso carteggio tra Winston Churchill e Benito Mussolini, uno degli enigmi della fine del fascismo. Secondo alcune ricostruzioni, quei documenti – che avrebbero potuto contenere rivelazioni imbarazzanti sui rapporti tra il regime e la diplomazia britannica – sarebbero transitati anche nell’area del lago di Como nelle convulse giornate dell’aprile 1945, quando Mussolini tentava la fuga verso la Svizzera. Un capitolo oscuro che da decenni alimenta ipotesi, ricerche e polemiche.
La figura di Tabasso si muove poi dentro il clima turbolento del dopoguerra, quando l’Italia diventa uno dei fronti più delicati della nascente Guerra fredda. Il volume accenna a contesti come la massoneria, il mancato golpe del 1947, il bipolarismo dei servizi segreti e le prime strutture clandestine di sicurezza occidentali. Sono gli anni che precedono la nascita della rete Gladio e che costituiscono il terreno su cui matureranno le tensioni politiche e gli scontri ideologici della seconda metà del Novecento.
Un ruolo centrale
A sottolineare l’importanza storica del personaggio è la prefazione dello storico Aldo Giannuli, tra i maggiori studiosi italiani di intelligence e apparati di sicurezza. Giannuli colloca Tabasso tra le figure significative della “grande intelligence novecentesca”, definendolo un personaggio per molti aspetti eccezionale nel suo contesto storico. Non tanto un eroe celebrato, quanto piuttosto un operatore di quell’universo discreto e spesso invisibile che ha accompagnato la storia italiana nei suoi passaggi più delicati.
Il risultato è un libro che mescola racconto familiare, ricerca d’archivio e ricostruzione storica. La figura del “Forca” diventa così il filo conduttore per attraversare quasi trent’anni di storia italiana: dall’Africa coloniale alla Seconda guerra mondiale, dalla Resistenza alla nascita della Repubblica, fino ai primi capitoli della guerra fredda.
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