Fabregas prima di Frosinone-Como: «Una delle partite più difficili della stagione»

Conferenza «Ha valore, per come gioca, il coraggio, tutti giocano in avanti. Mi piace vedere le sue partite»

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COMO

Giornata di antivigilia dalle parti di Mozzate, il Como è alle prese con gli ultimi preparativi prima di partire direzione Stirpe, a Frosinone, per disputare il quinto turno di Serie A prima della sosta nazionali. Cesc Fabregas, allenatore dei biancoblù, ha preso parola in conferenza stampa per fare il punto sulla squadra verso l’impegno lontano da casa: «La settimana è andata bene. Chi non ha giocato ha fatto sette giorni di allenamento, chi ha giocato ha avuto più giorni di recupero e si è allenato con maggiore tranquillità. Sono tutti disponibili per giocare. Addai sicuramente sarà in panchina se domani andrà bene. Non giocherà, ma almeno comincerà ad entrare nella dinamica squadra. Poi mi aspettavo più gente in nazionale, stiamo aspettando la selezione francese per scoprire se ci saranno 10-11 giocatori che rimarranno qua. Ma questo va anche molto bene per noi».

Un commento invece sulle due settimane di pausa dedicate alle Nazionali, ma «faremo un’amichevole qua a Mozzate (durante la sosta)», ha svelato il tecnico catalano, che poi ha analizzato lo step compiuto la scorsa giornata di campionato contro il Parma dopo un impegno faticoso in Champions League: «Penso sia una grande sfida questa durante la stagione. Non si può prevedere, abbiamo fatto adesso una settimana e i ragazzi sono già più abituati dell’anno scorso (16 partite in 52 giorni più o meno). Ma sarà un tema, ne parleremo tantissimo durante la stagione. Dopo la sosta ci saranno 9 partite in 4 settimane. Sarà un grandissimo test, la squadra deve passarlo e deve sentirlo e soffrire. Non si possono vincere tutte le partite, speriamo di sì ma dobbiamo lavorare per crescere e migliorare, affinché i giocatori si adattino alla squadra. Adesso abbiamo una partita importantissima contro il Frosinone: sarà una delle 5 partite più difficili della stagione, per come gioca, il coraggio, tutti giocano in avanti. Ho goduto tantissimo guardando le sue partite anche grazie al suo allenatore (Alvini)».

Nel corso della conferenza mister Fabregas ha parlato anche del dualismo che assisteremo tra i pali con Jean Butez e Robert Sanchez, al debutto nel successo sul Parma: «Robert Sanchez è un giocatore che arriva da una squadra molto importante, ha vinto trofei e con una pressione costante... là si deve vincere sempre. Era una grande opportunità vincere sempre. Visto che è arrivato per me è perfetto, non ce lo aspettavamo all’inizio. Per me la cosa più importante è questa. Se gioca Butez o Sanchez, magari andrà per stanchezza per via della concentrazione dentro la partita. Cadono a terra 100 volte al giorno, è pesante con così tante partite. Penso sia importante. È stata una prova, è la prima volta che Butez non giocava in un anno e mezzo. Ma se vogliamo questa dinamica in alcune partite... andrà per sensazioni. Succederà non in tutte le partite ma succederà».

Kaiki Bruno ha impressionato parecchio nell’esordio dal primo minuto in Serie A, al di là del gol vittoria propiziato ai danni dei Ducali. Insieme a Yan Couto daranno tanto per la guida del Como: «Avrete tempo per vederlo. Kaiki è molto completo, sembra più difensivo che offensivo ma alle volte si fida troppo del suo fisico. Anche la giocata del 2-1 pensava di arrivare in tempo su Almqvist. Si deve abituare al calcio europeo, ma è un giocatore che va. Lui deve dare tantissimo, quando ha fatto gol ma anche il cross di Jesus Rodriguez. È un cavallo. Couto è un giocatore associativo, arriva più di sorpresa nella combinazione, un giocatore di qualità. Se possiamo lavorare con lui 2-3 cose difensivamente può diventare molto completo. Valle e Smolcic a livello difensivo sono più avanti di loro per concetti».

Tematica curiosa invece le dichiarazioni recenti di Luis Milla: ha firmato un contratto di tre anni ma non l’avrebbe fatto se Fabregas avesse intenzione di dire addio a Como nel giro di poco tempo. «L’anno scorso ho provato a iniziare a parlare con lui, anche a gennaio, al Getafe allora c’era una situazione delicata. Gli diciamo grazie, aveva anche altre buone opzioni. Un giocatore molto sottovalutato, parlando anche gente di calcio mi fanno i complimenti per averlo portato qui, magari la sua qualità non si vedeva in campo. Un leader assoluto, dentro e fuori dal campo, porta tutti a cena. Penso che questa squadra abbia perso tanta gente esperta, lui ci fa bene». Ma nel corso delle settimane hanno fatto tanto parlare anche le dichiarazioni al miele del presidente Mirwan Suwarso che ha paragonato il mister 39enne a Johan Cruyff ai tempi del Barcellona: «Oggi sono stato con il presidente e gli ho chiesto di non dirlo più. Sono molto lontano da tanti. Come diceva Mourinho ci sono allenatori che hanno vinto titoli e alcuni che non ne hanno vinto nessuno. Io sono nella seconda parte. Per me la cosa più importante è il Como, non sono io. Per me è la cosa più importante. In questo senso sono tanto dentro il progetto, a livello umano, a livello tecnico».

Nel weekend del quinto turno di Serie A il big match di cartello sarà senza dubbio Roma-Inter, per questioni di classifica. E il Como avrà un occhio di riguardo per l’esito, trovandosi al terzo posto al momento in campionato: «La guarderemo. Io da solo o con il mio staff. Il mio risultato perfetto per Roma-Inter? Io non guardo la partita perché penso che siano i nostri avversari, per me è un partitone. Sono le due squadre più forti per me in Italia. La Roma difensivamente e offensivamente soprattutto, visto i numeri. E l’Inter è l’Inter. La guardo perché mi piace il calcio e penso sarà incredibile. Non per altre ragioni».

Infine, una chiosa sul gioco espresso dal Frosinone, per riportare il focus al prossimo fondamentale impegno che dirà anche se il Como rimarrà imbattuto in questo avvio di stagione. «Domenica il Frosinone ti verrà a ’mangiare’. Ti fa soffrire. Loro hanno una fluidità e una mentalità molto molto positiva. Tutti stanno bene, parlano di loro. Hanno grande fame e convinzione. Loro giocano tantissimo con personalità. Se vogliamo vincere normalmente dobbiamo fare la partita perfetta. Sono convinto di questo. Lo ripeto perché do tantissimo merito per quello che fanno. Sono undici amici che muoiono l’uno per l’altro. Questo è un grande pericolo, per tutte le squadre. Se vogliamo vincere dobbiamo fare la migliore partita della stagione».

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