Arcellasco, rapina in Posta. Per la procura indagine finita
Erba. Pistola puntata in faccia alla direttrice, il bottino era stato di 720 euro. Ai quattro arrestati si è aggiunto un quinto uomo, ora parola alla difesa
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Avevano assaltato l’ufficio postale di Arcellasco lo scorso 16 aprile, a metà mattina. Avevano puntato una pistola semiautomatica calibro 7.65 contro la direttrice e una dipendente, agendo anche armati di coltello nonostante la presenza di alcuni clienti. Erano arrivati sul posto con due moto, una con targa falsa e una che era poi risultata essere rubata. Il tutto, per un bottino che era stato di appena 720 euro, perché la cassa dell’ufficio postale era temporizzata e non poteva dunque essere aperta.
La squadra Mobile di Como aveva però ricostruito il tutto, risalendo prima alle moto poi ad una Smart con cui la banda aveva viaggiato da Milano all’Erbese. Una attività di indagine, fatta anche utilizzando il sistema di lettura delle targhe e poi con successive perquisizioni che avevano permesso di recuperare buona arte degli indumenti utilizzati dai malviventi. Riscontri che avevano portato all’esecuzione di una misura cautelare a carico di quattro persone, cui ora è stata notificata la chiusura delle indagini preliminari.
Ma alla banda, ritenendolo complice, il pubblico ministero Antonia Pavan ha aggiunto anche un quinto elemento, Roberto Sotgiu, milanese di 65 anni, che secondo la ricostruzione della polizia sarebbe stato l’uomo alla guida dell’auto con cui il gruppo in azione alla posta di Arcellasco era giunto nel Comasco.
Gli altri indagati, che rischiano ora la richiesta di rinvio a giudizio, sono Donato Montemitro, 52 anni milanese con casa a Lodi. È ritenuto essere l’uomo che, casco integrale addosso e scaldacollo, era entrato per primo brandendo la pistola semiautomatica calibro 7.65 carica. Roberto Cicolella da Cerignola, 50 anni, era per il pm il secondo rapinatore entrato nell’ufficio postale armato di coltello. Ciro Calcagno, napoletano con casa a Milano di 47 anni, era entrato nelle Poste anche lui armato di coltello, puntato contro uno dei clienti presenti. E infine Paolo Gerosa, milanese di 51 anni che avrebbe avuto il ruolo di palo.
Le due moto che erano state utilizzate per arrivare e scappare erano una Kawasaki con targa falsa e uno scooter Kymco rubato. Nel corso delle perquisizioni che erano state fatte nel pieno delle indagini ora concluse, la squadra Mobile aveva sequestrato ventimila euro in contanti, somma suddivisa interamente in banconote da 100 euro.
Ma gli agenti, come detto, avevano rinvenuto anche molti dei vestiti che indossavano gli autori dell’assalto all’ufficio postale e pure la pistola semiautomatica nera calibro 7.65 con all’interno un caricatore con cinque proiettili. Ora le difese avranno tre settimane di tempo per fornire le loro controdeduzioni.
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