«Serve dialogo» La protesta dei genitori

Scuola. Sabato la manifestazione organizzata del comitato Città a misura di famiglia

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Como

La mancanza di dialogo da parte dell’amministrazione comunale e in particolare del sindaco Alessandro Rapinese sul tema delle scuole porterà sabato prossimo in piazza i genitori con una manifestazione organizzata dal comitato “Como a misura di famiglia”.

Una protesta confermata anche dopo il voto del consiglio provinciale che giovedì sera ha bocciato quasi tutto il piano del Comune di Como. A stroncarlo, stralciandolo dal documento poiché non rispettava le indicazioni regionali di luglio che richiedevano la intese preventive con i soggetti interessati per accorpamenti e chiusure, 12 consiglieri compreso il presidente F iorenzo Bongiasca mentre l’unico a sostenerlo è stato il sindaco Rapinese, che è anche consigliere provinciale. «Senza intesa e dialogo non si costruisce futuro» sostiene il comitato dei genitori. La manifestazione partirà alle 10 da piazzale Somaini, nella zona della Corridoni e il corteo arriverà poi in piazza Perretta.

Intanto il presidente del consiglio d’istituto di Como-Borgovico Simone Molteni che si è speso per salvare la Corridoni (ora la chiusura totale è congelata con lo stop al piano che dovrà andare in Regione, ma c’è anche il ricorso pendente al Consiglio di Stato) sottolinea come «un piano di razionalizzazione dovrebbe essere pensato per il medio e lungo termine, mentre il Comune di Como ha presentato in tre anni ben tre piani diversi e contraddittori tra loro, generando caos e agitazione inutile nel personale scolastico e nelle famiglie».

Evidenzia inoltre come la chiusura al dialogo di Palazzo Cernezzi abbia portato all’esito in Provincia: «L’intesa con le istituzioni scolastiche – aggiunge Molteni - è prevista per legge e come al solito a Como è mancata totalmente. I presidenti dei consigli d’Istituto quest’anno non sono nemmeno stati convocati da sindaco e vicesindaco, per dirne una. Il risultato di questo atteggiamento è il solito: sono passati quattro anni e non si è fatta assolutamente nessuna razionalizzazione, nonostante l’apertura e la disponibilità mostrata al Comune già quattro anni or sono».

Infine Molteni rimarca che «come presidenti di sei istituti ci eravamo già espressi bocciando piano e metodo del Comune. Insieme rappresentiamo 4.200 alunni con relative famiglie, per un totale di circa 15mila cittadini, non mi sembra trascurabile».

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