«Oltre la cartolina. Per unire turismo
e sostenibilità»
Sviluppo. L’incontro di Onde Lariane a Menaggio. Guerra: «La soluzione non è il ritorno al passato ma la redistribuzione equa dei benefici economici»
Lettura 2 min.È stata una chiamata alla responsabilità per istituzioni e privati l’incontro di Onde Lariane di sabato sera, ospite del Victoria Beach di Menaggio. Preziosa occasione di confronto a più voci sul turismo, ricchezza e tormento delle comunità del lago, che ha scaldato il dibattito introdotto dai saluti di Franco Brenna, presidente della Libera Associazione Culturale Casa Brenna Tosatto.
Roberta Bernasconi, curatrice del Festival Onde Lariane, ha indicato la rotta: «Vogliamo andare oltre la bella cartolina che è l’immagine del Lario nel mondo». L’obiettivo, ha spiegato, non è demonizzare l’indotto turistico, bensì «chiederci come possiamo continuare a far crescere il nostro territorio senza perdere ciò che lo rende unico e soprattutto vivibile».
Un richiamo accolto da Mauro Guerra, presidente di Anci Lombardia e sindaco di Tremezzina, il quale ha messo in guardia dai rischi di uno spopolamento progressivo dei borghi più esposti alla pressione immobiliare e alla diffusione degli affitti brevi. L’alternativa, secondo Guerra, non risiede in un impossibile ritorno al passato, ma nella capacità di governare il fenomeno dell’attrattività del lago ridistribuendo i benefici economici. «Se oggi rischiamo uno spopolamento e uno svuotamento delle nostre comunità di maggior successo turistico è perché cambia il mercato immobiliare», ha osservato il primo cittadino, sottolineando come la sfida prioritaria sia «spostare parte delle risorse dalla promozione verso la creazione delle condizioni di sostenibilità per le comunità residenti».
Sono le infrastrutture il primo collo di bottiglia che creano disagi equamente distribuiti tra residenti e turisti. Il dibattito si è concentrato sulle criticità dei trasporti e sul ruolo strategico dei collegamenti lacustri. Pietro Marrapodi, Gestore governativo della Navigazione Laghi, ha evidenziato lo sforzo in atto per potenziare la flotta e diversificare l’offerta, pur rimarcando la necessità di valorizzare l’intero bacino per evitare la congestione delle tratte tradizionali. «L’overtourism in realtà non esisterebbe se facessimo conoscere di più le bellezze diffuse sui territori», ha dichiarato Marrapodi, ma la premessa, secondo Il Gestore governativo, è che gli amministratori facciano la loro parte nel promuovere una conoscenza diffusa del territorio, invito che è arrivato anche dal pubblico.
Per la verità il racconto del lago più bello del mondo viaggia molto al di sopra della comunicazione locale e, in questo, il ruolo determinante è quello dei grandi player che sul lago investono e incidono profondamente nella percezione e nelle aspettative dei circa 2 milioni e mezzo di visitatori che transitano in un anno nell’area.
L’analisi accademica della percezione del territorio è stata affidata a Roberta Minazzi, professoressa associata di Economia e gestione delle imprese nel dipartimento di Diritto, economia e culture dell’Università degli studi dell’Insubria, che ha presentato i risultati delle ricerche condotte sulla reputazione digitale della destinazione. Dai dati emerge un divario netto tra l’immagine veicolata sui social network e l’identità autentica. «L’80% di queste recensioni è concentrata in dieci luoghi noti. Serve uno sforzo nel cercare di usare anche strumenti innovativi per riuscire a raccontare una storia con più sfumature».
In merito all’impatto dell’informazione e delle grandi manifestazioni sulla narrazione dei luoghi, la giornalista Tgr Rai Lombardia Alice Monni ha richiamato l’attenzione sui compiti specifici dei media nell’era dei social. «Il nostro compito è quello di riuscire a parlare a tanti pubblici», ha spiegato Monni, aggiungendo che occorre «disinnescare questo meccanismo della realtà raccontata che a volte prevale sulla realtà vera vissuta dei territori».
Il confronto ha infine toccato il tema dei trasporti e delle opere pubbliche con l’intervento di Fiorenzo Bongiasca, presidente della Provincia di Como, che ha preso la parola per fare il punto sulle rigidità amministrative e sui tempi troppo lunghi della burocrazia.
© RIPRODUZIONE RISERVATA