All’ex Sant’Anna molti edifici sono in condizioni precarie
Via Napoleona Segnalati cedimenti dalle colonne di una palazzina di fronte all’ex elisoccorso. Molti i problemi di tipo strutturale e conservativo
Lettura 1 min.Como
Distacchi all’ex Sant’Anna, la maggior parte dei vecchi edifici ormai sono recintati e off limits.
La scorsa settimana, in maniera urgente, il personale dell’Asst Lariana ha segnalato in via Napoleona dei cedimenti delle colonne di una palazzina di fronte all’ex elisoccorso, salendo verso via Teresa Rimoldi. Una situazione descritta come «particolarmente preoccupante e potenzialmente pericolosa» dagli stessi addetti intervenuti sul posto. L’area antistante è usata per lo stoccaggio dei rifiuti speciali, il passaggio è poco, ma c’è. Chiesto un sopralluogo immediato con la successiva messa in sicurezza sono comparse anche qui reti e transenne.
Ancora ieri pomeriggio era difficile non notare i tanti calcinacci caduti dai balconi del grosso edificio sopra alla palazzina Negretti, prima di raggiungere il nuovo ospedale di Comunità. La zona sotto è chiusa, come per la verità decine di spazi a ridosso dei vecchi stabili dell’ex Sant’Anna.
(Foto di Sergio Baccilieri)
La situazione congelata nel tempo
Entrando da via Colonna davanti ai cancelli c’è un muro di reti metalliche e cartelli che avvisano dei possibili pericoli. Proseguendo in discesa verso il monoblocco gli stabili sulla sinistra sono in parte transennati, il padiglione Borella Ostinelli ha macchie e scrostamenti esterni che lasciano vedere i mattoni. Le auto sotto parcheggiate stanno a due metri di distanza, c’è una delimitazione, proprio come all’edificio di fronte alla Neuropsichiatria infantile, come le finestre che si affacciano sul padiglione centrale ancora in funzione.
Invece le porte dell’ex Cup sono aperte: dentro sono in corso lavori di finitura dei vecchi spazi dove fino al 2022 si facevano accettazioni e prelievi. Ormai un anno fa, dopo lunghissimi ritardi, il recupero dello stabile finanziato prima della pandemia era stato concluso, ma l’Asst Lariana stava valutando come impiegare questi spazzi rinnovati. Adesso gli operai stanno tinteggiando e sistemando gli arredi. Di contro, poco sopra, lo stabile davanti all’ex elisoccorso appare in condizioni affatto buone. Diversi palazzi tornando verso via Colonna sono in condizioni precarie o, comunque, sono da anni inutilizzati. Ci sono anche decine di macchine posteggiate prima in uso al personale da vendere o rottamare. Sopra, nei locali che hanno ospitato la Neonatologia e il punto nascite, dalle finestre si vedono ancora parte dei letti acquistati a Milano durante l’emergenza Covid e accatastati qui a Como perché non a norma.
Il mancato rilancio dell’ex cittadella sanitaria
L’ospedale ha traslocato a San Fermo più di quindici anni fa: ora sulla grande collina sopra a Camerlata si aprono anche problemi di tipo strutturale e conservativo. L’ex cittadella sanitaria da accordi doveva venire rilanciata, ma salvo il monoblocco tre quarti degli edifici restano vuoti. L’Asst Lariana per manutenere e controllare il compendio spende energie e milioni di euro, con altri due milioni e mezzo l’ospedale può effettuare adeguamenti al monoblocco a proposito di prevenzione antincendi, ma servono cifre ben superiori per intervenire sugli altri stabili.
Vendere, abbattere, riutilizzare, più gli anni passano più le condizioni dei muri diventano difficili da gestire, sul punto è attesa una decisione da parte della Regione, con un incontro già chiesto dai vertici ospedalieri comaschi.
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