Alleanza Verdi Sinistra per il 2027: «Como torni ad essere dei residenti». Il candidato? Anche una donna
Verso le elezioni Il partito sta già ragionando su una coalizione, tra i temi caldi le scuole,il settore immobiliare e il verde. Individuati i potenziali candidati: «Se fosse una donna, sarebbe un valore aggiunto»
Lettura 2 min.Como
Nella corsa (per ora lunga) verso le elezioni comunali del 2027, c’è anche Alleanza Verdi e Sinistra, che dallo scorso gennaio va verso la costruzione di una coalizione. «Alle elezioni europee del 2024, Avs ha ottenuto in città l’8,4% dei voti, mentre il sondaggio realizzato da Piepoli per Etv attribuisce alla formazione una percentuale dell’8,5%. Numeri che confermano il ruolo di Avs come seconda forza politica della coalizione per peso elettorale in città e che rappresentano una responsabilità precisa: contribuire con serietà, idee e proposte alla costruzione di un’alternativa credibile per Como» racconta Lucas Radice, segretario provinciale di Avs, che inizia ad anticipare i temi caldi di un futuro programma. «Como deve diventare una città più verde, più sociale e soprattutto una città che torni a mettere i propri cittadini al centro delle scelte amministrative. Chi vive, lavora, studia e costruisce quotidianamente la vita della città deve tornare a essere il primo destinatario delle politiche pubbliche» continua. Tra i temi più ampi, quindi, l’emergenza abitativa, il turismo e i servizi alla persona.
Speculazioni, verde e scuole
A un livello più dettagliato, Radice parla anche delle «fortissime pressioni immobiliari e speculative, spesso alimentate da interessi economici esterni che non coincidono con quelli della comunità locale». Per quanto riguarda la mobilità cittadina, «non può essere affrontata soltanto come un problema di circolazione e parcheggi, ma come una componente essenziale della qualità urbana, della salute e della vivibilità dei quartieri». A questo proposito si pone anche la questione del verde urbano, che secondo Avs dovrebbe essere considerato «parte integrante delle infrastrutture della città», insomma un alleato nella mitigazione della crisi climatica, ma anche qualcosa da curare. «Quanto accaduto sul Monte Goj deve rappresentare un campanello d’allarme. Como è una città strettamente connessa al proprio sistema collinare, boschivo e lacustre, un patrimonio ambientale straordinario ma anche delicato, che richiede cura, manutenzione e prevenzione costanti. Anche gli episodi franosi che hanno interessato il nostro territorio dimostrano quanto sia urgente rafforzare la tutela dei versanti e la sicurezza delle aree abitate e delle infrastrutture esposte al rischio. Non possiamo limitarci a intervenire dopo le emergenze».
Impossibile, in vista del fine mandato dell’amministrazione Rapinese, non parlare delle scuole: «Avs respinge una concezione della razionalizzazione del sistema scolastico intesa prevalentemente come riduzione dei costi e dei servizi. La scuola non può essere considerata una voce di bilancio sulla quale realizzare economie, ma un’infrastruttura sociale fondamentale, un presidio educativo e un investimento strategico per il futuro della città. La qualità degli spazi scolastici, l’accessibilità dei servizi, la presenza delle scuole nei quartieri e le opportunità educative devono essere rafforzate, non sacrificate a logiche puramente contabili. Sull’istruzione e sulla formazione non si risparmia: si investe».
I candidati
A meno di un anno dalla chiamata alle urne, Alleanza Verdi e Sinistra fa sapere di aver già individuato alcune figure da «mettere a disposizione della coalizione, nella convinzione che la scelta del candidato o della candidata sindaco debba essere coerente con la visione politica e amministrativa che si intende proporre a Como».
La figura ideale? «Una persona con solide capacità politiche, in grado di tenere insieme sensibilità differenti, costruire sintesi tra le forze della coalizione e dialogare efficacemente con gli organi amministrativi e istituzionali. Sarebbe particolarmente significativa una figura proveniente dal mondo ambientalista, capace di coniugare una visione innovativa con il pragmatismo e l’esperienza necessari a realizzare gli impegni presi con la cittadinanza. E se fosse una donna, sarebbe un valore aggiunto: non per una questione puramente simbolica, ma perché crediamo che Como possa beneficiare di una leadership capace di rappresentare nuove energie, competenze e prospettive».
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