“Cristina Mazzotti, il respiro della libertà”. Sul palco la malvagità e la forza di resistere

Cantù. Il progetto che porterà al Teatro Fumagalli una terribile storia di cronaca nera. Nato da un’idea dell’artista Franco Campanella, il debutto è in programma il 21 novembre

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Cantù

La malvagità umana le ha tolto la libertà, i sogni, il futuro. Ma la voce di Cristina Mazzotti è ancora chiara; l’urlo di dolore per il male che le è toccato in sorte non si spegne, dopo cinquant’anni. Risuonerà, abbracciata alla musica, nello spettacolo “Cristina Mazzotti – Il respiro della libertà”, il cui debutto è previsto il 21 novembre al Teatro Fumagalli.

L’obiettivo

Progetto nato per restituire attraverso i linguaggi dello spettacolo dal vivo non soltanto la memoria di un caso di cronaca mai dimenticato, che aprì gli occhi sul fatto che la ’ndrangheta già allora aveva radici ben piantate anche nel Comasco, ma soprattutto per restituire una ragazza di diciotto anni i suoi desideri e la vita che le fu sottratta, il futuro che avrebbe potuto essere. Il rapimento di Cristina Mazzotti, sequestrata a scopo di estorsione, rinchiusa in una buca e morta di stenti a 18 anni appena, è stato una delle vicende che maggiormente hanno scosso l’Italia, addolorata e attonita di fronte all’abisso della disumanità. Questo spettacolo parte dalla cronaca nera, nerissima, e la racconta da una prospettiva differente. Quella di Cristina, non come vittima, non ricostruendo il sequestro, ma dando la parola alla giovane donna che avrebbe avuto il diritto di essere, la sua quotidianità, le relazioni, le aspirazioni e quella libertà che il rapimento interruppe brutalmente.

Una produzione di Colisseum impresa sociale, con il patrocinio e il contributo del Comune di Cantù e della Fondazione Provinciale della Comunità Comasca e il patrocinio del Comune di Eupilio e della Fondazione Cristina Mazzotti, che vede La Provincia come media partner. Da un’idea di Franco Campanella, il gruppo di lavoro è composto dal coreografo e direttore artistico Nunzio Perricone, Giorgia Filipponi come aiuto direzione artistica, composizione e direzione musicale di Max Pizio e Donato Matola alla co-composizione e coordinamento musicale.

Con l’autorizzazione all’utilizzo dell’opera “Sguardi” dell’artista Campanella per la locandina. La prima è in programma il 21 novembre alle 20.30 al Teatro Fumagalli e la vendita dei biglietti è aperta su Clappit.com. Uno degli aspetti centrali del progetto è il rapporto con i giovani. Lo spettacolo si pone come atto di cura culturale, pensato per incontrare gli studenti delle scuole superiori, che appartengono a generazioni per cui il nome di Cristina e la stagione dei sequestri degli anni Settanta non costituiscono più una memoria diretta. Ricordare quanto accaduto è necessario, ma lo è altrettanto chiedersi che cosa quella storia abbia lasciato e quale valore possa avere per le nuove generazioni.

Il linguaggio della musica

E il linguaggio universale della musica e della danza potrà creare un ponte tra le generazioni, non solo per ricostruire un un episodio della storia italiana ma per interrogarsi sul significato della libertà, sul valore della vita e sulla responsabilità della memoria.

Il debutto rappresenterà il punto d’arrivo di un lavoro corale che prosegue da mesi, sviluppato attraverso discipline e sensibilità differenti, ma anche l’inizio della vita pubblica del progetto: il momento in cui la storia di Cristina uscirà dallo spazio delle prove per incontrare gli spettatori.

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