Ludwig - Aspettando Beethoven -Il Beethoven che non ti aspetti
con Orchestra Sinfonica del Lario
direttore Pierangelo Gelmini
Comincia ora la lunga attesa delle celebrazioni beethoveniane per il bicentenario della morte. E aspettando Beethoven, quando meno te l’aspetti, ecco il Beethoven che non ti saresti mai aspettato. Ecco a voi per cominciare il Beethoven autore di ballabili, il disinvolto e gioviale compositore di contraddanze e di balletti. E, all’estremo opposto, il Beethoven post mortem immaginato dalle generazioni successive, ricostruito nella sinfonia di Spohr, e nel restauro di opere incompiute. Ecco poi il Beethoven troppo desiderato, il suo fantasma che riappare e conduce al ritrovamento di una sinfonia numero 10 (o numero zero), la Sinfonia di Jena, celebrata con euforia come il più importante ritrovamento di archeologia musicologica del XX secolo. Una euforia presto mitigata dalla identificazione del vero autore, l’oscuro Friedrich Witt. E poi il Beethoven minimalista autore di concertati per strumenti che non ti aspetti, come l’arpa, il violoncello e il corno di bassetto, oppure il Beethoven che non è all’altezza, protestato per la poca efficacia delle sue musiche dal coreografo Salvatore Viganò o incapace di portare a termine un melodramma sul soggetto di Macbeth. Brahms confessava di essere intimorito dai passi del gigante (Beethoven, appunto) che costantemente sentiva marciare dietro di sé.
Questi passi continuano a risuonare, la grande ombra del gigante continua ad agire e l’attesa delle celebrazioni ci regala scoperte forse inattese: un Beethoven che non ti aspetti, che non hai mai sentito, che non è previsto nel copione delle monumentali consacrazioni che stanno per dilagare.